Mark Zuckerberg torna a parlare del futuro e lo fa con la sicurezza di chi quel futuro sta cercando di costruirlo ma anche, diciamolo, con una certa arroganza. Secondo il CEO di Meta, gli occhiali con intelligenza artificiale diventeranno presto un’estensione naturale della nostra vita digitale. Chi non li indosserà rischierà di trovarsi in svantaggio rispetto a chi li integra nella propria quotidianità.
Non si parla più di gadget, secondo Zuck, ma di strumenti cognitivi evoluti. Secondo la sua visione, questi occhiali saranno sempre più in grado di ascoltare, vedere, capire e rispondere in tempo reale, trasformandosi in assistenti invisibili ma costantemente presenti.
Il confine tra interfaccia e realtà si assottiglia. Niente più schermi, niente più mani occupate. Basterà uno sguardo o un comando vocale per attivare funzioni complesse, cercare informazioni e interagire con il mondo.
Non è solo teoria. Meta sta già lavorando su hardware sempre più leggero e integrato, da affiancare alle AI avanzate come Llama 3 e agli smart glasses sviluppati con Ray-Ban. L’obiettivo è rendere gli occhiali intelligenti così intuitivi da risultare indispensabili, come lo smartphone oggi. E, con l’AI generativa sempre più performante, l’esperienza si promette ancora più fluida e personalizzata.
Le domande che chiedono risposte però rimangono tante: e la nostra privacy? Diventeremo dipendenti da questa tecnologia? Perderemo capacità cognitive demandate alla tecnologia? Bisognerà tentare una risposta prima di buttarsi a pesce.
Foto di Panos Sakalakis su Unsplash












