DJI entra nel mondo dei robot aspirapolvere con un oggetto che non prova nemmeno a mimetizzarsi. Romo è subito riconoscibile grazie alla scocca trasparente, una scelta che sposta un elettrodomestico normalmente invisibile al centro della scena.
È una mossa che parla la stessa lingua dei prodotti tech più iconici, dove mostrare cosa c’è dentro diventa parte del progetto, non un vezzo estetico. La trasparenza non è totale ed è un progetto preciso: vedono i componenti chiave, i flussi, l’organizzazione interna, ma non ciò che nessuno vorrebbe vedere ogni giorno, cioè la sporcizia.
I serbatoi restano opachi, così come le parti meno gradevoli, mentre docking station e parte superiore del robot giocano con le trasparenze. Il vero salto però è tecnologico. DJI porta nel cleaning domestico l’esperienza maturata con i droni, soprattutto sul fronte della visione artificiale.
Il Romo riconosce gli ostacoli, costruisce percorsi efficienti e adatta il comportamento in tempo reale. Davanti a sporco più complesso rallenta, cambia strategia e aumenta la potenza quando serve. Tutto questo avviene senza passare dal cloud, con le mappe elaborate e conservate direttamente a bordo.












