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Moto Zen, il cellulare essenziale

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Moto Zen, il cellulare essenziale

La prima funzione di un cellulare è quella di telefonare benché gli smartphone di ultima generazione abbiano relegato questa funzione sempre più sullo sfondo aggiungendo potenzialità incredibili all’accessorio tecnologico di cui non sappiamo più fare a meno.

Moto Zen cerca di riportare al centro questa funzione primaria, eliminando tutti gli orpelli e quanto non è strettamente necessario alle funzioni basilari di un cellulare: comunicare. Niente paura, c’è anche la funzione fotografica, perché ormai nessuno potrebbe concepire un telefonino senza fotocamera.

Le due funzioni di base, ambedue strettamente collegate alla comunicazioni interpersonali, si appropriano dei due lati del telefono. Che ha una forma molto originale, tondeggiante e levigata, quasi fosse un sasso di fiume.

L’uso di questo device diventa così semplicissimo, davvero intuitivo e adatto proprio a tutti, anche a chi vuole disintossicarsi un po’ dalla dipendenza estrema dallo smartphone servendosi solo delle sue funzionalità basiche. Il nome Zen d’altronde richiama questo ritorno alla semplicità.

Quando il telefono non è in uso i tasti e lo schermo spariscono e diventano invisibili così da dare all’insieme un aspetto simmetrico e ultra-minimale. L’idea è di Miguel Harry e ci piace moltissimo benché non siamo certo tra coloro che vogliono abbandonare il caro smartphone con mille funzioni accessorie.

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